Vuoi informazioni precise e dettagliate in materia di contributo statale e incentivi per i defibrillatori in condominio?

Il legislatore vuole colmare, dopo anni di vuoto normativo, un gap storico nel campo della protezione della salute collettiva.

Campagne di sensibilizzazione, incentivi e promozione di corsi di primo soccorso stanno producendo già i primi risultati.

In particolare, si attende il via libera a una norma che propone di installare dispositivi salva-vita all’esterno di ogni palazzo.

Se la proposta di legge datata 29 settembre 2017 dovesse passare, la cultura del soccorso sarà promossa ai massimi livelli.

Si tratta, negli intenti dei promotori di un provvedimento da più parti auspicato, di riprendere il filo del dl Balduzzi 158/2012.

Quanto previsto dal decreto per le società sportive (anche dilettantistiche), sarebbe esteso alle abitazioni private.

Sulla stessa scia si erano mosse, più di recente, le Regioni con il coinvolgimento degli stabilimenti balneari in progetti mirati.

 

Tutto su contributo statale e incentivi per i defibrillatori in condominio

L’istituzione, con l’aiuto dello Stato, di zone urbane “cardioprotette”, avrà un bacino potenziale di 14 milioni di beneficiari.

Un peso decisivo ai fini della riuscita di simili riforme è da attribuire all’opera degli amministratori di condominio e dei cittadini.

Grazie al piano di messa in sicurezza delle città, i destinatari della misura daranno concretezza alla politica di prevenzione.

Secondo quanto disposto dalla pdl, in ogni realtà con più di 10 unità abitative vi sarà almeno un esperto in primo soccorso.

Le detrazioni fiscali copriranno il 50% della spesa affrontata per l’acquisto del defibrillatore da installare all’esterno dell’edificio.

Dall’altro versante, scatterà una riduzione dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) fino al 4% a favore di chi aderisce al progetto.

Fondamentale, in questa chiave, è la frequenza degli interessati ai corsi di formazione in “basic life support defibrillation”.

 

Contributo statale e incentivi per i defibrillatori in condominio: perché sì

In media, su base annua, una persona su mille subisce un arresto cardiaco che nel 98% dei casi purtroppo si rivela fatale.

Basta qualche minuto di ritardo nell’intervento a ridurre le possibilità di sopravvivenza del soggetto colpito da malore.

Se si arrivasse a decentrare il sistema dei soccorsi formando i cittadini nelle manovre salva-vita, il quadro cambierebbe.

Un ambiente cardio-protetto grazie alla dotazione di DAE e alla presenza di soccorritori, è già stato creato in città “pilota”.

Perché non riprodurre su scala nazionale un modello sperimentato con ottimi riscontri in alcune aree virtuose del Paese?

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