Defibrillatore semiautomatico, tante valide ragioni per renderlo disponibile ovunque!

La diffusione di apparecchiature salva-vita in tutta Italia è parte di un ambizioso progetto.

Dal legislatore ai sindaci e agli amministratori di condominio, si punta a un comune obiettivo.

Investendo su sicurezza e diritto alla salute, i vantaggi per l’intera collettività sono a cascata.

Grazie a una gestione condivisa di problemi ed emergenze, ogni soluzione sembra più vicina.

Ecco perché, in pochi anni, la cultura della prevenzione e del primo soccorso ha dato i suoi frutti.

Defibrillatore semiautomatico, indispensabile per salvare vite

Il primo passo nella giusta direzione è arrivato con il decreto Balduzzi sull’obbligo del DAE.

Un provvedimento, quello entrato in vigore nel 2012, concepito per un ambito inizialmente limitato.

In un primo momento, lo Stato ha fatto entrare negli ambienti sportivi la “basic life support defibrillation”.

Oggi, alla luce dei risultati già raggiunti con questa norma, si può e si deve proseguire sulla stessa strada.

Quanto sarebbe utile avere un esercito di soccorritori pronto a intervenire prima ancora del 118?

Nessuno immagina, sia chiaro, una sostituzione degli operatori professionali con volontari “tuttofare”.

L’orizzonte risulta ben tracciato dalle leggi vigenti e a venire (vedi pdl Gallinella e altri del 2017).

Defibrillatore semiautomatico: obbligatorio è meglio!

Si parte dalle statistiche aggiornate del Ministero della Salute riguardo i decessi per arresto cardiaco e infarto.

Sono oltre 70mila all’anno le morti dovute ad attacchi improvvisi di cuore lontano da ospedali e presidi sanitari.

Nell’80% dei casi, i gravi malori con esito letale si verificano in strada, a casa, nei luoghi di lavoro o nel tempo libero.

Prima dell’arrivo sul posto di un mezzo di soccorso, in media c’è un’attesa pari se non superiore a un quarto d’ora.

Può risultare fondamentale, invece, la tempestività di un’operazione di salvataggio compiuta nei primi minuti.

Mettendo insieme questi dati e usando il necessario buon senso, si capisce come il sistema vada migliorato.

Defibrillatore semiautomatico in ogni condominio?

Con un “DAE condominiale” o almeno “di quartiere”, la macchina della prevenzione andrebbe a mille.

A tale obiettivo si arriverà un domani, si spera al più presto: ne va della salute di tanti cittadini!

Chi organizza corsi di addestramento in tecniche BLSD ha un patrimonio di conoscenze da diffondere.

Partecipare a un iter di formazione non è così difficile e, soprattutto, significa preparasi a salvare vite.

I dispositivi adatti all’uso condiviso in ambienti domestici aiutano a ottimizzare tempi e manovre di emergenza.

Saranno gli esperti di primo soccorso e rianimazione a suggerire su richiesta la scelta giusta da fare.