Novità in vista per i defibrillatori in condominio: la normativa attuale si avvia verso un progressivo superamento?

Lo Stato ha il compito di tutelare la salute dei cittadini a tutti i livelli e con forme di intervento sempre più avanzate.

Non basta la presenza di una o più strutture ospedaliere per rispondere in modo adeguato alle emergenze sul territorio.

Sul fronte del soccorso per malori improvvisi come arresti cardiaci e infarti, l’opera del 118 andrebbe sostenuta e integrata.

Nella maggior parte dei casi, infatti, l’ambulanza giunge sul luogo da cui è partita la chiamata nel giro di un quarto d’ora.

L’intervento del personale sanitario può evitare il peggio solo se effettuato nei primi minuti dall’insorgenza del problema.

Sarebbe meglio, in molte situazioni, anticipare i tempi delle manovre salva-vita senza aspettare l’arrivo degli operatori.

I mezzi per gestire “dal basso” tali situazioni, che ogni anno vedono protagonisti circa 70.000 italiani, oggi per fortuna ci sono.

E siccome la maggioranza degli episodi in questione avviene a casa, sul lavoro o in strada, c’è bisogno di diversificare i soccorsi.

Proprio per questo, le istituzioni provano a incoraggiare con leggi “ad hoc” una politica di prevenzione diffusa e moderna.

Defibrillatori in condominio: la normativa attuale è al passo coi tempi?

Già oggi è possibile mettere in sicurezza il proprio condominio acquistando un defibrillatore semiautomatico esterno.

Col medesimo obiettivo, si può puntare sui preziosi corsi di addestramento e formazione in “basic support life defibrillation”.

Per andare incontro alle esigenze dei cittadinii “virtuosi”, una proposta di legge mira ad abbattere i costi relativi a tali voci.

Si parla, secondo quanto previsto dalla pdl Gallinella del settembre 2017, di IVA abbattuta dal 22% al 4% sui nuovi DAE.

Allo stesso tempo, il legislatore potrebbe introdurre detrazioni del 50% sugli acquisti delle apparecchiature mediche.

Defibrillatori in condominio: la normativa attuale e le riforme in cantiere

Grazie al mix tra incentivi e riduzione dell’aliquota dell’imposta sul valore aggiunto, i defibrillatori avranno larga diffusione.

Servirà comunque l’impegno dei cittadini a rispettare il patto con lo Stato autogestendo i soccorsi all’interno dei palazzi.

Insomma, si dovrebbe prendere spunto da quanto già avviene nei luoghi di aggregazione dove si svolgono attività sportive.

In virtù delle disposizioni del decreto Balduzzi, le società che operano nel settore dello sport devono avere defibrillatori in sede.

Non è necessario essere medici per imparare ad usare simili apparecchiature, capaci di contrastare un arresto cardiaco.

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